Jeu Jeu!

Toto e il Grecosardo

January 26th, 2007

!– @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –>Pensare ad un solo aneddoto con il Greco è difficile, lo conosco ormai dalla bellezza di quasi 10 anni. Infatti se ci sono lamentele sui casini che ha combinato il Greco, ammetto le mie colpe, sono stato io a presentarlo a Dario e di conseguenza al gruppo, beh pensandoci meglio è anche colpa di Dario, quindi accetto il 50% delle colpe.

Tutto ebbe inizio il 29 Settembre 1997, primo giorno di lezioni all’università, arrivo in aula ancora in coma etilico per i festeggiamenti del mio compleanno (Dario non sono vergine porca miseria) e mi trovo seduto al fianco di un pischelletto che poi ho scoperto avere appena 17 anni. Seguiamo la lezione scambiando appena qualche parola, lui non so se seguiva, ma io non ero proprio in condizioni :D Alla pausa usciamo e dopo 2 secondi che lo sentivo parlare, un italiano perfetto senza nessuna inflessione dialettale, ho capito subito che non era italiano, e gli chiesi di dove fosse, naturalmente lui esordì con uno dei suoi soliti preamboli incomprensibili finchè mi disse che era un grecosardo e come per magia le sue origini divennero il suo nuovo nome :P

Dopo quell’incontro ne combinammo veramente tante, da quando mi fece sfondare di culo il muro di cartongesso del DDT alle colazioni a vino bianco e pizzette della sera prima dopo aver dormito a terra. Comunque il primo anno amavamo andare al vecchio Franklin, un pub dove c’era il karaoke, dopo i primi 2 litri di birra iniziavamo a cantare le canzoni dei Blues Brothers più stonati che mai, mentre Claudio mi sventolava tipo bandiera facendomi volare da un lato all’altro del locale, tenete presente che allora il greco per i traslochi era meglio di un ape cross, aveva la forza di un torello. Ed ogni serata si concludeva con lui ed uno che lavorava al pub ubriachi persi che uscivano abbracciati e cantanti, e la cosa bella è che ogni volta non si salutavano neanche finchè non erano entrambi fatti a pezza.

Beh, Greco, non potrò mai dimenticare le nostre magnate e bevute. E non sperare di liberarti così di noi per un anno, tanto appena riusciamo ad organizzarci veniamo a prenderti per il culo li in Grecia

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