Jeu Jeu!

Ruggine

April 28th, 2005

ruggine
Anvedi che abbiamo trovato tra i calcinacci ieri….

Purtroppo lo abbiamo dovuto spostare insieme ad altri 4 fratellini. La gatta si è ripresa gli altri 4. Lui invece stamattina stava ancora qua e non voleva saperne di morire :-)

Chissà cosa tocca fare oltre a dargli il latte e calore….

Speriamo gli piaccia il kokoretsi….

scolar… esche

April 28th, 2005

tornando verso la grecia ho preso la nave verso il porto di igoumenitsa. Sulla nave c’era una scolaresca (il che in generale vuol dire che, essendo uno studente sfigato senza cabina, non dormirò a causa del loro baccano)

La cosa alla quale non ero preparato era di trovarmi un branco di ragazzine 14enni che si erano fatte la scommessa se una di loro riusciva a scoparmi! La cosa assurda era che, totalmente disinibita da roba alcoolica cosidetta “leggera”, questa ci provava con una disinvoltura che gente del doppio della sua età si sognano.

mi rendo conto che è una età in cui si è alla scoperta della propria sessualità (io stesso ho avuto i primi rapporti alla stessa età), che si ha voglia di sperimentare e che mancano certi freni, manca la ragionevolezza, manca la ragione, manca l’esperienza che rendono le persone più caute, tendenti a fare il gioco della rivelazione graduale, della scoperta del coperto, del nascosto, dell’intimo, del sacro. Ma mi sono sentito ugualmente fortemente disturbato da questo rozzo tentativo di contatto umano.

la schiettezza con la quale mi ha approcciato questa ragazzina più che il desiderio sessuale ha provocato in me un desiderio di capire il perchè di questo loro comportamento, di scoprire il meccanismo di pressione reciproca che le portava a fare questo gioco pericoloso.

la discussione che ne è scaturita è stata molto interessante. E’ interessante come una persona, quando viene bollata in un certo modo (quella che ci prova con tutti), pur non volendo essere bollata come tale alla fine cede alla pressione (aho, tanto lo dicono tutti, almeno mi diverto). E’ interessante come nega la propria necessità di essere animale sociale (io me ne frego di chi mi sta intorno e di quello che dicono). E’ interessante quanto l’idea che la ricerca dell’affetto sia una condizione globale dell’Uomo non sfiori neanche la sua mente.

Spero solo di non aver rovinato la sua gita facendo troppo il filosofo :-D

yes

April 26th, 2005

biglietto porcupine tree

Bravissimi gli anatema, fantastici i Porcupine Tree…

Rompicaxxo i buttafuori che appena uno provava a fare una foto rompevano….

Che politiche del cavolo…. :-(

migrazione wiki e errori con mod_py

April 24th, 2005

Migrando il wiki del lug oggi su panadol, ho avuto un problema di permessi. La directory underlay (dove vengono messe le pagine di “sistema” del wiki) non aveva i permessi giusti.

Purtroppo, questo è un caso in cui i log non sono particolarmente d’aiuto. Infatti mi sono trovato nell’error.log soltanto un

PythonHandler MoinMoin.request::RequestModPy.run: AssertionError: Handler 'MoinMoin.request::RequestModPy.run' returned invalid return code.

In questi casi, la soluzione è attivare il Debugging di mod_python usando la direttiva apache PythonDebug On nel VirtualHost che interessa. Il risultato è una bellissima pagina con il backtrace dell’eccezione e, nel caso mio, una spiegazione adeguata del motivo di malfunzionamento.

panadol è online!

April 22nd, 2005

Il Greco Felice
Due giorni fa abbiamo messo panadol online :-)

Stiamo migrando piano piano i servizi sul nuovo server. Per adesso ci sta giusto il sito degli eventi del LUG ma stanno in fase di preparazione il resto dei servizi.

Tocca definire una procedura di migrazione che prenda anche in considerazione i log generati, probabilmente il nuovo postfix lo prepariamo da capo, usando LDAP ed il virtual host..

Insomma c’è parecchia carne al fuoco…

Realtà diverse dalla mia?

April 16th, 2005

Non esiste solo la mia realtà, sempre se uno intende la “realtà” come oggetto soggettivo, anche se alcune mie possono diventare non più mie e alcune che non consideravo mie possono diventare mie. Mi prendo la libertà di cambiare idea, di sbagliare.

Forse mi sbagliavo a vedere i centri sociali come luogo economico di ricerca del piacere edonista, dello sballo, della droga e di un tipo di musica che non sempre cozza con i miei gusti :-/

Due giorni fa ho scoperto che possono anche essere luoghi che danno spazio a realtà che spazio non hanno. Come ad esempio al teatro amatoriale e di controtendenza. Ho assistito ad uno spettacolo teatrale (da quanto tempo…!) fatto da amatori, intenditori, esseri umani che prendevano coscienza e ci davano coscienza dei nostri limiti, dei nostri blocchi, o semplicemente di noi stessi.

Bellissimo ma anche triste l’argomento, i processi ai quali ci sottoponiamo quotidianamente, magari da soli, magari con l’aiuto di qualcuno ma ai quali rispondiamo chiudendoci nella negazione della nostra indipendenza, dando il ruolo del carceriere a realtà che il carceriere magari non lo vogliono fare.

Il pubblico ha gradito :-D

Arrivato il server

April 10th, 2005

Il Greco Felice

E’ arrivato ieri il nuovo server del LUG, gentilmente concesso dalla HP! Una bella macchinetta 1U con un Xeon da 3GHz, 3Gb di RAM ecc…

Finalmente potremo mettere su un bel po di cosette :-) (sto pensando a cose tipo subversion, account di posta per i soci hosting per progetti e forse qualche mirror… vedremo come va a finire…)

Unico problema che ho notato è che di default con gentoo una volta che partono le ventole al massimo non si abbassano, oppure tocca aspettare non si sa quanto… (diciamo che fare emerge -e system non è la specialità di questo server :-D )

Il server

Molto interessante la possibilità di gestire il server da remoto su un’interfaccia di rete specifica. Si può tranquillamente accendere e/o spegnere il server, controllare lo status dell’hardware, usare la console come se fosse in locale e altre cose belle.

Ma forse è meglio tornare a pensare a come si costruisce un’osservatore asintotico dello stato (bleah…)

hrm…

April 7th, 2005

Devo aggiornare il mio generatore di STFU….
STFU Generator
yaaaaaaawn….

Un tocco di zenzero, ovvero perchè il doppiaggio non è un bene…

April 3rd, 2005

Ieri sera sono andato a rivedere il film Πολίτικη Κουζίνα all’unico cinema di Roma che ha voluto proporlo. (Rivoli - Via Lombardia 23 - Vicino Via Veneto Spettacoli ore 15:30 17:30 20:15 22:15 )

Locandina Un Tocco di Zenzero Il doppiaggio non è stato il massimo. La sonorizzazione è di seconda qualità (certi silenzi sono assordanti, in particolare quando si tratta di schiaffi…) Alcune espressioni sono state appiattite dei loro significati nella traduzione. La cosa che più mi manca è l’uso di tante lingue che si riscontra nel film originale. Il padre e il nonno di Fanis che parlano con accento della Poli, il medico che parla con un’inglese dall’accento turco, e via dicendo. Tutto appiattito in un’italiano sterile, vuoto di calore, di tensione, dell’imbarazzo di chi deve usare una lingua a volte sua, a volte non sua.

Malgrado ciò il film è riuscito ancora una volta a trasmettere il calore e l’affetto per la propria terra, cucina e vita che contraddistinguono l’essere “orientali” della vita greca. Una cosa che ho notato forse grazie al doppiaggio è che il passo del film è lento. In grecia non avevo questa sensazione, il susseguirsi di immagini, di sensazioni e di rumori rendeva ogni secondo pieno di significato. Sarà che è la seconda volta che lo vedo :-D

Molto interessante…

April 3rd, 2005

Gestalt prayer

I do my thing and you do your thing.
I am not in this world to live up to your expectations,
And you are not in this world to live up to mine.
You are you, and I am I,
And if by chance we find each other, it’s beautiful.
If not, it can’t be helped.

(Fritz Perls, 1969)

Poveri giornalisti…

April 2nd, 2005

Resto sempre inorridito al trattamento riservato alle persone malate famose da parte dei media. La fama comporta anche l’attrazione alla propria morte. Un buon motivo per evitare di essere famosi :-)

In grecia la televisione è meno regolamentata dal punto di vista dei contenuti e da anni noto una mancanza di sintesi nei telegiornali che di certo non mi fa pensare cose buone sugli obbiettivi di chi fa televisione. In un ambiente del genere la malattia attrae tutta una serie di corvi che ripetono non solo comunicati ufficiali ma anche voci di corridoio, fantasie e masturbazioni dei passanti, spesso anche falsità totali. La scena dopo un po diventa patetica. Cambi canale solo per vedere sempre le telecamere che riprendono un’ospedale mentre una specie di drone da fiato ai polmoni, oppure uno dei tanti servizi da funerale che chi fa televisione convenientemente tiene pronto in un cassetto per ogni evenienza. Qualsiasi vicenda viene sviscerata in maniera superficiale. “Esperti” del settore vengono invitati a mostrare la loro insignificanza nelle “finestre”. Non è raro vedere sei primi piani sullo schermo di persone che non capiscono una fava di quello che dicono ma che devono dire la loro. Pezzi di reportage vengono ripetuti fino alla nausea.

In Italia la cosa è tutto sommato meno accentuata in quanto c’è un controllo editoriale di buon gusto nel telegiornale. Non parlo del controllo editoriale politico, quello del “panino” per intenderci, ma di controllo dei tempi e dei contenuti. In un telegiornale italiano vengono snocciolati i fatti più “importanti” della giornata in 30 minuti. In un telegiornale greco la stessa cosa dura almeno un’ora e mezza.

La malattia del Papa mostra quanto anche in Italia è pronto a sbarcare un fenomeno analogo. L’accanimento col quale viene seguita la salute di questa persona, la ripetizione continua dei bollettini medici non è che un’assaggio di cosa è possibile se i media non vengono gestiti bene nei tempi.

Chi mi fa più pena in questo momento sono i giornalisti coscienziosi. Quelli che vorrebbero fare il loro lavoro ma che sono costretti ad alimentare la macchina mediatica della morte con l’ennesima ripetizione di bollettini medici e informazioni d’archivio.

Se sei importante quando sei vivo sei importante anche quando sei morto. La tua morte però non dovrebbe essere importante. Non al punto che i media vorrebbero farci credere.

Riposa Papa del mondo. Ci mancherai.