tornando verso la grecia ho preso la nave verso il porto di igoumenitsa. Sulla nave c’era una scolaresca (il che in generale vuol dire che, essendo uno studente sfigato senza cabina, non dormirò a causa del loro baccano)
La cosa alla quale non ero preparato era di trovarmi un branco di ragazzine 14enni che si erano fatte la scommessa se una di loro riusciva a scoparmi! La cosa assurda era che, totalmente disinibita da roba alcoolica cosidetta “leggera”, questa ci provava con una disinvoltura che gente del doppio della sua età si sognano.
mi rendo conto che è una età in cui si è alla scoperta della propria sessualità (io stesso ho avuto i primi rapporti alla stessa età), che si ha voglia di sperimentare e che mancano certi freni, manca la ragionevolezza, manca la ragione, manca l’esperienza che rendono le persone più caute, tendenti a fare il gioco della rivelazione graduale, della scoperta del coperto, del nascosto, dell’intimo, del sacro. Ma mi sono sentito ugualmente fortemente disturbato da questo rozzo tentativo di contatto umano.
la schiettezza con la quale mi ha approcciato questa ragazzina più che il desiderio sessuale ha provocato in me un desiderio di capire il perchè di questo loro comportamento, di scoprire il meccanismo di pressione reciproca che le portava a fare questo gioco pericoloso.
la discussione che ne è scaturita è stata molto interessante. E’ interessante come una persona, quando viene bollata in un certo modo (quella che ci prova con tutti), pur non volendo essere bollata come tale alla fine cede alla pressione (aho, tanto lo dicono tutti, almeno mi diverto). E’ interessante come nega la propria necessità di essere animale sociale (io me ne frego di chi mi sta intorno e di quello che dicono). E’ interessante quanto l’idea che la ricerca dell’affetto sia una condizione globale dell’Uomo non sfiori neanche la sua mente.
Spero solo di non aver rovinato la sua gita facendo troppo il filosofo 